PREMIO PER LA PACE A SVETLANA ALEKSIEVIC

Una buona notizia: la giornalista e scrittrice russa Svetlana Aleksievic, già ospite della CCDC il 9 ottobre 2002, in occasione della presentazione del suo libro Preghiera per Chernobyl, domenica scorsa 13 ottobre, al termine della Fiera del Libro di Francoforte. è stata insignita del Premio per la Pace degli editori tedeschi.

 Svetlana Aleksievic nata nel 1948 in Ucraina, vive oggi in Bielorussia, è autrice di libri famosi e discussi, tradotti in venti paesi, tra i quali La guerra non ha un volto femminile (1985), sulle donne-soldato sovietiche nella II guerra mondiale; Ragazzi di zinco sulla guerra afghana vista con gli occhi dei reduci sovietici e delle madri dei caduti, Incantati dalla morte (1993), sui suicidi causati dal crollo dell’URSS. Nella sua opera più recente, Vremja sekond-chėnd (Tempo di seconda mano), sulla vita tra le macerie del postcomunismo, la Aleksievic ha reso “l’intervista un genere letterario suo proprio, attribuendole valore di espressione corale. Come memoria morale si interroga se pace, libertà e giustizia non fossero state alternative migliori”, così afferma la motivazione della giuria che le ha assegnato il Premio per la Pace.

Per ripercorrere le emozioni di quella serata e per avvicinare questa straordinaria autrice, che diede voce agli ultimi dell’Unione Sovietica e alle vittime di Chernobyl, ecco il link al sito: http://www.ccdc.it 
Qui la recensione di Antonio Sabatucci ci aiuta a riscoprire “Preghiera per Chernobyl“, definito “una sorta di Spoon River, dove a parlare non sono i morti, ma le vedove e gli orfani” di quella tragedia. Per saperne di più sul libro vedi anche http://www.edizionieo.it/catalogo_visualizza.php?Id=202

 

Il prestigioso riconoscimento, istituito dagli editori tedeschi nel dopoguerra ha premiato personalità come Martin Buber, Nelly Sachs, Vaclav Havel, Amos Oz, David Grossman, Claudio Magris e molte altre, che “attraverso la loro attività letteraria, scientifica o artistica hanno contribuito in maniera straordinaria alla diffusione del pensiero della pace“, come recita la motivazione con cui il premio venne istituito.

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