Immigrati, autunno caldo «Più in alto della gru»

Brescia oggiIL DIBATTITO. Nello spazio Patchanka della Festa di Radio Onda d’urto si è parlato del «diritto di cittadinanza». Il pakistano Arun, che fu tra i sei protagonisti della clamorosa protesta, ipotizza che nei prossimi mesi la lotta si possa inasprire

 Si prospetta un autunno caldo per Brescia. Come nel 2000, come nella più recente protesta della gru in piazzale Cesare Battisti del 2010, i protagonisti potrebbero essere ancora una volta gli immigrati: la «bomba» è il possibile rigetto di centinaia di richieste di permesso di soggiorno generate dalla sanatoria del settembre del 2012, sotto la lente della Procura della Repubblica nell’inchiesta che sta mettendo sotto torchio gli uffici della Prefettura di via Lupi di Toscana. Ad annunciarlo è Sergio Pezzucchi, avvocato dell’associazione Diritti per tutti: «Sono stati aperti decine di procedimenti penali nei confronti di datori di lavoro che hanno confessato la falsità delle loro dichiarazioni. Tutte quelle domande saranno respinte, nonostante gli immigrati si siano sobbarcati tutti i costi, spendendo migliaia di euro: ancora una volta si è speculato sulla loro pelle». PER IL 28 SETTEMBRE è stata fissata una manifestazione che attraverserà le strade della città e che darà voce alla protesta dei migranti: «Al centro ci sarà l’ennesima truffa della sanatoria, ma anche l’abolizione della legge Bossi-Fini e la rivendicazione dei diritti sociali e di cittadinanza», annunciano dall’associazione. «Nel 2010 siamo saliti sulla gru, stavolta potremmo andare anche più in alto: vogliamo l’abolizione della Bossi-Fini, una legge razzista e disumana», ha denunciato Arun, uno dei sei immigrati protagonisti della protesta di tre anni fa. I temi dell’immigrazione, dei Centri di identificazione ed espulsione e del razzismo sono stati al centro del dibattito «Nessuno è illegale: le lotte dei migranti contro il razzismo istituzionale e la legge Bossi-Fini, per i permessi di soggiorno e i diritti di cittadinanza», andato in scena dello spazio Patchanka della festa di Radio Onda d’urto. Al tavolo dei relatori, oltre a Pezzucchi e Arun, si sono seduti Edda Pando dell’associazione Prendiamo la parola e Olol Jackson di Melting Pot. TUTTI SI SONO DETTI d’accordo su un punto: la necessità di trovare una linea comune per ottenere risultati in tema di riconoscimento dei diritti. «Siamo una realtà completamente disgregata, dobbiamo concentrarci soprattutto sull’ottenimento di una nuova legge sull’immigrazione – ha esordito Pando -. Non funzionano i meccanismi d’ingresso e sullo Ius soli si può discutere: l’obiettivo è slegare la cittadinanza dai diritti». Jackson ha parlato della «sostanziale inefficacia» del ministero retto da Cecile Kyenge, perché «chi può veramente decidere in materia di immigrazione è il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. In questi anni non siano riusciti a rompere un meccanismo che tratteggiava l’immigrazione come un problema, non abbiamo trovato strumenti agibili per tutti, nodi immediatamente aggredibili: dobbiamo batterci per la chiusura dei Centri di identificazione ed espulsione, veri lager che non hanno alcun fondamento giuridico, ma soprattutto per la cancellazione della legge sull’immigrazione. Battersi contro la precarietà dei migranti significa superare gli elementi divisori della crisi». «Ogni volta lo Stato fa le leggi per sfruttare la povera gente che vuole solo essere in regola e lavorare in maniera dignitosa: la Bossi-Fini è una norma ingiusta, che ha impedito a migliaia di persone di avere il permesso di soggiorno a cui avrebbero avuto diritto», ha sostenuto Arun (che ha presentato domanda di permesso di soggiorno anche per la sanatoria del 2012), indicando proprio nell’abolizione della norma del 2002 l’obiettivo principe delle future lotte dei migranti. «Paghiamo le tasse, ma non riconoscono i nostri diritti, anzi ce li stanno calpestando», ha affermato l’immigrato pachistano.

COPYRIGHT Manuel Venturi

Fonte: http://www.bresciaoggi.it/stories/Cronaca

Annunci

Tag:, ,

About brescia aperta e solidale

Il progetto è rivolto all'intera cittadinanza del Comune di Brescia, per coinvolgere le associazioni di immigrati e le diverse realtà che operano sul territorio (parrocchie, gruppi, etc.) nell'ambito dell'accoglienza dei migranti e del dialogo tra culture.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: