Tunisia

C’è aria di primavera in Tunisia
Il Forum Mondiale Sociale si è aperto martedì 26 marzo a Tunisi con una tumultuosa assemblea al femminile. «È molto bello che il FMS inizi con una riunione di donne”, ha detto la presidente delle Donne tunisine Ahlan Belhaj Khalifa insignita lo scorso anno del Premio Alex Langer.

Elisa Kidané e Alex Zanotelli

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L’assemblea si è tenuta nell’Anfiteatro 1 della Facoltà di diritto dell’Università di Tunisi stracolmo di persone. Sul palco si sono susseguite donne provenienti da varie parti del mondo che reclamavano a voce alta i loro diritti. «I nostro governanti non hanno preso in seria considerazione le rivendicazioni della società civile tunisina -ha ribadito con forza Ahlan Belhaji. Dobbiamo continuare a lottare». A questi interventi in sala, rispondevano con altrettanta forza gruppi di giovani donne cantando: “Solidarietà per l’uguaglianza”. Sono state queste le parole più ripetute: solidarietà, uguaglianza e dignità. Soprattutto quest’ultima sembra esprimere bene il cuore delle rivoluzione tunisina.

Tante le donne che si sono susseguite sul palco raccontando le loro lotte per l’unità delle donna, dal Sudafrica al Brasile, dalla Palestina come dal Sahara occidentale, dall’Egitto come dall’Algeria. Significativo la presenza di coloro che provengono dal Messico che vivono una situazione di grande violenza. Hanno bollato con caratteri di fuoco sia il femminicidio come tutte le violenze che in ogni parte del mondo subiscono. « Insieme possiamo imporre ai governanti le nostre rivendicazione», ha gridato con forza Fatima del Sudafrica. L’assemblea si è conclusa verso mezzogiorno tra canti, slogan e danze, in solidarietà con le lotte delle donne del mondo intero. Incredibile la forza e la vivacità di queste donne straordinarie. Niente potrà fermarle. Tutto questo è ancora più sorprendente perché avviene in un ambiente islamico. Anche questo è un bel frutto della primavera tunisina.

Dall’aula universitaria, la gente ha lentamente defluito verso la Av. Bourghiba, il cuore di Tunisi da dove è partita, nel primo pomeriggio, la grande marcia di apertura del FMS. Una folla immensa, si parla di circa 100mila persone, colorata ed esultante, ha iniziato a muovesi lentamente verso lo stadio. Una bellissima giornata di sole, una giornata di primavera, ha fatto da cornice a questo corteo. Massiccia la presenza dei tunisini che hanno colto questa occasione per ribadire la loro voglia di cambiamento radicale nel Paese, soprattutto dopo l’uccisione del capo dell’opposizione Shukri Belaid il 16 febbraio scorso. Le sue foto infatti giravano per tutto il corteo, diventando uno dei simboli della marcia. È stato provvidenziale il fatto che il Comitato internazionale del Forum abbia scelto Tunisi per questo appuntamento perchè questa giornata ha dato una carica incredibile al popolo tunisino e una speranza in più per un cambiamento contro tutti i fondamentalismi.

Massiccia pure la presenza di gruppi algerini, marocchini e libici. Questa marcia e questo Forum potrebbero aprire strade nuove per l’unità dei popoli del Maghreb. Forte anche la presenza palestinese che ha ottenuto in questa marcia una notevole solidarietà da parte di molti gruppi presenti. La marcia era un alternarsi di colori, di canti, di danze, di slogan. Una giornata di primavera carica di speranza. Per il successo di questa mobilitazione bisogna dare credito al comitato tunisino e del Maghreb che hanno saputo organizzarla così bene, con striscioni che davano il benevenuto al FMS. La città di Tunisi era vestita a festa per accogliere con gioia i partecipanti provenienti da tutte le parti del mondo. Il comitato tunisino è riuscito a realizzare questa marcia senza alcun aiuto esterno ma basandosi sulle proprie forze e connettendosi a quella società civile che è stata capace di realizzare la primavera tunisina.

La marcia si è poi conclusa nello stadio dove sono continuati ancora per qualche ora canti e danze che esprimovono tutta la voglia di realizzare un mondo altro nella dignità. Nel suo libro The Arab uprisings, il professore amercano James L. Gelvin, uno dei migliori analisti delle rivoluzioni arabe conclude la sua analisi dicendo che in Tunisia “nulla è cambiato”. Dopo questa giornata la nostra impressione invece è che molto sia cambiato in Tunisia, dove abbiamo trovato una forte cittadinanza attiva e decisa a non mollare, e questo è già molto. Buon cammino a questo popolo che ospiterà il Forum nei prossimi giorni.

Articolo preso da:

http://combonifem.it/articolo.aspx?a=5831&t=N

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