Studenti universitari stranieri Free Mover

La situazione degli universitari stranieri a Brescia nell’analisi di Franco Sperolini, membro del gruppo di iniziativa civica Brescia Nord

1) Borse di studio

Con la riforma universitaria di Luigi Berlinguer, gli studenti stranieri sono stati equiparati agli studenti universitari italiani anche per l’accesso ai servizi e ai benefici del DSU (Diritto allo Studio Universitario).

Con la riforma Gelmini è stato totalmente soppresso il Fondo Integrativo al DSU che permetteva alla Regione Lombardia e ad altre regioni di dare la Borsa di Studio a tutti gli studenti idonei, cioè aventi i requisiti di merito e di reddito stabiliti.

Con questo grave taglio, per esempio,alla Università degli studi di Brescia nell’A.A. 2010/2011 su circa 1500 studenti idonei, poco più della metà ha ricevuto la Borsa, nella quale erano compresi per molti studenti l’alloggio e il servizio mensa gratuito. Gli altri non solo non hanno percepito il sussidio, ma sono stati chiamati a pagare i servizi alloggio e mensa.

Mentre gli studenti italiani possono ricorrere all’aiuto della cerchia familiare, o si mettono sul mercato del lavoro, incrementando il grave fenomeno dei drop-out (abbandoni – si tenga presente che da una recente indagine risulta che la provincia di Brescia ha il tasso più basso di laureati in Lombardia!), gli studenti stranieri  si trovano in estrema difficoltà a trovare alloggio e gli altri servizi a prezzi a loro accessibili, costringendoli così a ritardare il loro percorso di studi, con il rischio di entrare nella zona del disagio sociale. Si tenga presente che gli studenti stranieri sono tenaci, venuti in Italia per studiare e non tornano fino a quando non hanno raggiunto il loro scopo, campando di lavoretti ed espedienti vari, anche anni oltre il periodo regolare.

A Brescia, la rete di Associazioni riunite sotto il progetto “Brescia Aperta e Solidale” ha attivato una azione, “adotta uno studente”, per aiutare in qualche modo questi giovani in difficoltà, procurando ad alcuni di loro alloggio e altri aiuti.

2) Permesso di soggiorno

Ogni anno gli studenti stranieri devono attendere molti mesi per avere il rinnovo del permesso di soggiorno. Ciò crea preoccupazioni e disagio; e, a volte, questa situazione impedisce la partecipazione a progetti Erasmus o scambi con Paesi comunitari, stage, ecc., perché senza permesso di soggiorno non possono viaggiare.

La soluzione semplice potrebbe essere un permesso di soggiorno per l’intero periodo degli studi, delegando alle università il rilascio annuale del permesso.

3) Procedure di ingresso

Ci risulta, da indagini fatte tra gli studenti stranieri, che le procedure per la concessione dei permessi di ingresso per motivi di studio, gestite dalle ambasciate italiane nei paesi di provenienza, sono spesso poco chiare. E il rifiuto di ingresso non sempre è motivato e messo per iscritto.

4) Il fenomeno degli studenti stranieri “free mover”

La maggioranza degli studenti stranieri delle nostre università si comporta come free mover: loro autonomamente scelgono di venire in Italia, impegnando una cospicua somma di denaro procurata dai loro familiari, di iscriversi a una università piuttosto che un’altra e di spostarsi se non sono soddisfatti. Non è infrequente il caso in cui lo studente che consegue la borsa di studio la mandi alla famiglia nel paese d’origine, distogliendola allo scopo per cui è stata erogata. Forse  si potrebbe sostituire la borsa di studio con  la concessione gratuita dei servizi mensa e alloggio e poco più.

La situazione più sopra descritta crea condizioni per le quali le nostre università opsitano studenti stranieri delle più varie provenienze della più vari preparazione culturale in ordine alla frequenza dei corsi con le evidenti difficoltà che ne derivano. La diversa provenienza esigerebbe diversi approcci di integrazione; le prove di accertamento della conoscenza della lingua italiana andrebbe meglio organizzata.

Per rendere meno caotica e problematica la condizione di questi ragazzi e per evitare di aumentare le difficoltà sociali di un’Italia già in crisi le istituzioni italiane dovrebbero svolgere un ruolo più attivo nell’accettazione di studenti stranieri presso le proprie università. A questo scopo  si fa la seguente proposta.

L’ingresso degli studenti a livello universitario dovrebbe avvenire previo accordo con le autorità dei loro Paesi o attraverso associazioni riconosciute e/o le loro università, tramite la predisposizione di un progetto di preparazione codificato che preveda la verifica dei requisiti richiesti con accordi chiari sulle modalità di rientro nei loro Paesi d’origine alla fine degli studi, magari prevedendo l’utilizzo di questi giovani laureati in progetti di cooperazione con i loro Paesi.

Dott. Franco Sperolini

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About brescia aperta e solidale

Il progetto è rivolto all'intera cittadinanza del Comune di Brescia, per coinvolgere le associazioni di immigrati e le diverse realtà che operano sul territorio (parrocchie, gruppi, etc.) nell'ambito dell'accoglienza dei migranti e del dialogo tra culture.

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