Sulla vicenda della gru

Nella news  il comunicato del Vescovo di  Brescia, mons. Luciano Monari, il comunicato di p. Mario Toffari, direttore del Centro Migranti, e una comunicazione del Forum Marocchino per l’Integrazione in Italia, che segnaliamo per l’equilibrio delle posizioni espresse in merito alla nota vicenda.

A questo link il primo comunicato di p. Mario Toffari1 novembre 2010 [fonte: http://www.diocesi.brescia.it – file .doc]

[…] crediamo che sia giunto il momento di assicurare a questi migranti che protestano un ascolto istituzionale che garantisca loro di ridiscutere le diverse posizioni in vista di un reale accordo rispettoso dei diritti umani”.

A questo link il secondo comunicato di p. Mario Toffari3 novembre 2010 [fonte: http://www.diocesi.brescia.it – file .doc]

” […] come Chiesa bresciana restiamo a disposizione, per motivi umanitari, nel cercare una soluzione che veda al contempo salvi i diritti di chi protesta e le norme di legge che garantiscano a tutti la convivenza civile”.

E a questo link è consultabile in versione integrale la dichiarazione di mons. Luciano Monari, Vescovo di Brescia – [[fonte: http://www.diocesi.brescia.it]

“L’intento primario [della Diocesi nel processo di mediazione] è sempre stato quello di scongiurare esiti tragici e di ottenere il maggior bene possibile per tutte le persone implicate. Su questa linea – che pone il bene della persona umana al di sopra delle vittorie di parte o delle strategie politiche – la diocesi si è mossa e continuerà a muoversi in futuro; con l’auspicio che tutti gli attori della vicenda facciano lo stesso: è l’unico atteggiamento degno dell’uomo”.

***

Infine riceviamo dal Forum Marocchino per l’Integrazione in Italia e pubblichiamo un comunicato stampa sulla vicenda, nel quale Sahid Meghras, presidente del Forum, racconta delle vicende svoltesi negli ultimi, difficili giorni dell’occupazione, dal 11 al 15 novembre, e del ruolo svolto dal Forum nel processo di negoziazione.

FORUM MAROCCHINO PER L’INTEGRAZIONE IN ITALIA

COMUNICATO

L’integrazione è frutto del dialogo tra soggetti di pari responsabilità, l’integrazione dei cittadini immigrati è un processo molto complesso, che ha vissuto momenti alterni negli ultimi anni.

In Italia più che altrove, l ’immigrazione viene strumentalizzata in modo demagogico per scopi politici e per coagulare il consenso di larghi strati della popolazione , di solito la più anziana e la meno scolarizzata. Ci si dimentica che il tempo passa e che le seconde generazioni stanno vivendo e crescendo in un contesto molto ostile , che non favorirà di certo il loro giusto inserimento nel tessuto sociale italiano.

Per quanto riguarda l’evento dell’occupazione della gru nel cantiere della metropolitana di Brescia, non possiamo non vedere un gesto dettato più dalla disperazione e dalla impossibilità di immaginare un futuro meno gramo e difficoltoso, che da una scelta politica contro qualcuno o qualche cosa. Va da sé che per un immigrato in qualunque paese si trovi, il permesso di soggiorno rappresenta una sua possibilità di futuro, e la sua richiesta di regolarizzazione non rappresenta altro che la sua volontà di poter lavorare in modo regolare, pagando le tasse e versando i contributi.

L’intervento del Forum marocchino per l’integrazione in Italia è stato motivato prevalentemente da una preoccupazione: evitare che giovani immigrati, giustamente rivendicando giustizia e attenzione, non mettessero in pericolo la propria vita gettandosi da un‘altezza di 35 metri o mettessero in pericolo serio la propria salute . E’ da tener presente che il pensiero andava anche ai loro cari e alle loro famiglie lontane.

In che modo e perché c’è stato l’intervento del Forum marocchino per l’integrazione in Italia?

Giovedì 11 novembre è stata chiesta alla Questura  l’autorizzazione di andare sotto la gru; il permesso è stato dato la sera di venerdì 12 novembre; il sabato il Forum si è presentato sotto la gru con quattro cittadini marocchini, con l’intenzione di capire meglio la situazione di salute di tutti gli occupanti, ma soprattutto del nostro concittadino e, interloquendo in lingua madre abbiamo ritenuto di fare un’opera di sostegno non solo alla salute ma anche alla dignità dei cittadini immigrati da giorni appollaiati sulla gru.

Per circa un’ ora abbiamo parlato nella nostra lingua con gli occupanti, manifestando loro la nostra piena solidarietà per la regolarizzazione nata sballata e piena di imbrogli causati da una normativa restrittiva e non coerente con la realtà del lavoro sommerso italiano, ma spiegando anche che non si possono chiedere i diritti togliendo i diritti degli altri, o causando danni agli altri, che non sono stati né i fautori della normativa distorta né i responsabili delle procedure di regolarizzazione. Abbiamo cercato di chiarire che a nostro parere che i loro diritti sono anche i nostri diritti, ma che occorre chiederli fermamente con modalità legali e democratiche, facendo appello alle coscienze pulite di tutta la società italiana.

Nel corso del dialogo-dibattito abbiamo espresso la solidarietà con gli otto egiziani arrestati, ma anche che sta alla politica, con il nostro appoggio, cambiare una normativa che anche lo stesso Fini ormai ripudia, appoggiandoci a tutte le forze democratiche che in Italia ancora esistono.

In quanto religiosi e credenti non abbiamo taciuto sull’avvicinarsi della festa dell’Aid al Kebir , la più grande festa della comunità islamica, festa di riconciliazione e di ricerca di nuovi rapporti di pace con i fratelli e con il mondo.

Abbiamo appreso che gli immigrati sulla gru avevano una grande fiducia nella CGIL, e che desideravano avere la presenza di alcuni avvocati. La sera di sabato 13 novembre è stata chiamata la CGIL comunicando che i ragazzi volevano la loro presenza e quella degli avvocati.

Vengo contattato dal Segretario della CGIL lunedì 15 novembre alle ore 8 circa per andare sotto la gru, siamo entrati in un gruppo di 6 persone, Damiano Galletti, Padre Mario Toffari, Meghras Said, Ennia Driss, Don Fabio Corazzina e Tawfiq della comunità pakistana. Ancor prima che arrivassero gli avvocati , abbiamo cercato di convincere i ragazzi sulla gru a scendere. Il marocchino Rachid ha detto con convinzione :” domani voi uccidete l’agnello e io mi butto giù”; gli è stato risposto:” se ti butti, perderai la tua vita che vale più del permesso di soggiorno, e lascerai la tua famiglia nel dolore, e dopo una settimana non parlerà più nessuno di te” e l’abbiamo invitato a scendere per festeggiare con noi la festa del sacrificio. Mentre gli Avvocati parlavano con loro, tutti noi pregavamo Iddio perché ci aiutasse a convincere i ragazzi a scendere.

Come presidente del Forum voglio dire che è stata una giornata molto faticosa, conclusasi con un risultato che è stato il frutto di un lavoro di una squadra di persone , che aveva un obiettivo unico, quello umanitario.

Per concludere

Noi del Forum Marocchino per l’integrazione in Italia:

  1. siamo contenti di aver dato il nostro contributo nel risolvere il problema della gru;
  2. manterremo la nostra promessa che abbiamo speso sotto la gru e cioè quella di continuare la lotta legale e democratica per trovare soluzioni giuste alle pratiche di regolarizzazione respinte.
  3. chiediamo che si costituisca una consulta che studi a fondo i problemi dell’immigrazione, coinvolgendo le associazioni degli immigrati , incluse quelle religiose;
  4. gli immigrati di Brescia e i loro rappresentanti sono cittadini responsabili in grado di interloquire in termini civili e democratici con tutte le istituzioni e i partner sociali. Riteniamo di dover essere coinvolti in prima persona nelle problematiche che ci riguardano senza diventare vittime di strumentalizzazioni di parte;
  5. per quel che riguarda il clima di ostilità che si è creato ribadiamo che i problemi della città e delle persone che la abitano non si risolvono facendo proclami secchi e autoritari; ma che occorre mantenere un clima di dialogo e di rispetto reciproco nella giusta ricerca del bene comune, bene di tutti i cittadini, immigrati inclusi.

L’onestà e la legalità non hanno passaporto.

Brescia, 21/11/2010

Forum Marocchino per l’integrazione in Italia
Said Meghras


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Il progetto è rivolto all'intera cittadinanza del Comune di Brescia, per coinvolgere le associazioni di immigrati e le diverse realtà che operano sul territorio (parrocchie, gruppi, etc.) nell'ambito dell'accoglienza dei migranti e del dialogo tra culture.

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